Il Biodiesel arriva dalla discarica

A tanti possono far arricciare il naso, ma i rifiuti e le biomasse oggi sono i primi e unici campioni delle rinnovabili. Di fronte ai combustibili fossili, che regnano ancora incontrastati sulla nostra economia assicurando oltre l’82 per cento dei KW che consumiamo, quel 10 per cento di energia proveniente dal letame, legno, residui agricoli e alimentari può sembrare poca cosa, ma è già oggi più di 13 volte quello che ci assicurano, tutti insieme, eolico, solare, geotermica e maree. E’ quasi due volte il nucleare

Come funziona

La frazione umida dei rifiuti, composta da materiali biodegradabili e ricchi di cellulosa, viene riscaldata a 250°-300° C in speciali forni che permettono di separare la prima quota di bio-olio dalla frazione acquosa, che contiene zuccheri idrosolubili e di proteine.

L’acqua, ricca di elementi nutrienti, viene convogliata in un fermentatore, una grande vasca mantenuta a temperatura costante, nella quale vengono aggiunti lieviti di ceppi selezionati.

I microrganismi metabolizzano (A) i nutrienti che trovano nel liquido, sintetizzando acidi grassi e aumentando in maniera considerevole la propeia massa (B).

Attraverso un processo di spremitura e filtrazione dai lieviti si estrae fino al 60-70 per cento del loro peso in bio-olio. Infine l’acqua, depurata, viene smaltita o rimessa in circolo.

Il Biodiesel arriva dalla discaricaultima modifica: 2011-06-21T14:03:00+02:00da glarocca

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