Quinto Conto Energia, il Governo dei tecnici

 

Si pensava che il governo provvisorio, fatto esclusivamente di tecnici, avrebbe dato una forte spinta ai settori industriali che potevano aiutare l’economia del paese creando posti di lavoro, diminuire la nostra bolletta energetica, abbattere le emissioni inquinanti, ecc… favorendo la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in particolare dal sole.

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Nulla di tutto ciò è stato fatto anzi, con il Quinto Conto energia il Governo ha deciso di tagliare le gambe alla crescita del fotovoltaico. In particolare ha voluto stravolgere il Quarto Conto energia , dimostrando una scarsa conoscenza della materia e una debole volontà nell’accogliere suggerimenti dei veri esperti, cioè di coloro che negli ultimi anni hanno installato impianti e si sono imbattuti nelle mille difficoltà che il legislatore aveva introdotto di volta in volta.

Vediamo di capire alcuni di questi elementi negativi:

1)      E’ stata adottata una producibilità media di 1.300 kWh/kW, non tenendo in considerazione che il 42% degli impianti installati a fine 2011 si concentrano nell’Italia del nord dove la producibilità media è inferiore.

2)      Il tetto di costo cumulato è stato ridotto dai 7 miliardi di euro previsti a 6,5 miliardi di euro con scaglioni semestrali di 100 milioni.

3)      E’ stato  eliminato il bonus per gli impianti installati in sostituzione di coperture in eternit ed è stato solo previsto un beneficio nella priorità delle graduatorie per l’iscrizione al registro

4)      E’ stato introdotto un sistema di registrazione degli impianti da installare con potenza superiore a 12 kW, nella prima versione era di 10 kW, denominato “registro” .

5)      E’ stata inclusa fra i requisiti degli edifici su cui costruire l’impianto fv la certificazione energetica,  escludendo la possibilità dell’autocertificazione del proprietario dell’immobile, cosa prevista dall’attuale legislazione.

6)       ecc.

La reazione negativa a questo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, cioè il così detto Quinto Conto energia, è stata unanime da parte degli operatori del settore che hanno richiesto ovviamente di apportare delle migliorie quali ad esempio: innalzare il tetto del costo a 7 miliardi di euro, portare la soglia per gli impianti da inscrivere nel “registro” a 200kW, la riduzione dei tempi dell’iter burocratico, la reintroduzione del bonus per gli impianti in sostituzione dell’eternit, ecc.

C’è anche chi sostiene che, andando a leggere tra le righe di questo decreto e considerando la tariffa omnicomprensiva, considerando anche che la massiccia produzione solare è nelle ore centrali della giornata, di fatto si eliminerebbe dal mercato la produzione di energia elettrica da fonti fossili togliendo così ricavi ad alcune aziende elettriche.

A sostegno del settore fv è intervenuta una lettera di richiamo all’Italia da parte del Commissario dell’Energia, con cui l’UE critica severamente il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Si aspetta che il Governo si pronunci su queste migliorie richieste dal comparto fv per poter definitivamente far partire il Quinto Conto energia in maniera ottimale. Le previsioni plausibili per l’inizio del Quinto Conto energia sembrano essere quelle di fine anno 2012.

By Giuseppe

Quinto Conto Energia, il Governo dei tecniciultima modifica: 2012-09-10T12:13:00+02:00da glarocca
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