Fonti energetiche esauribili e/o rinnovabili

 

Ogni fonte energetica è classificata in funzione della sua disponibilità in natura e viene classificata in fonti esauribili e fonti rinnovabili. All’interno di quest’ultima categoria viene anche identificata la categoria delle fonti inesauribili.Teoricamente e secondo il punto di vista adottato, tutte le fonti possono essere considerate rinnovabili o esauribili, ciò che cambia è la variabile temporale connessa alla rigenerazione o esaurimento della stessa.

 

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Auto ad idrogeno      

 

 

La definizione di fonte di energia rinnovabile si basa sulla caratteristica che la sua rigenerazione sia compatibile con i tempi e i modi umani di uso della stessa nell’epoca considerata, o meglio, la sua natura intrinseca di rigenerazione la renda praticamente inesauribile per tali tempi e modi (ad esempio il sole che può essere considerato fonte inesauribile anche se in tempi lunghissimi esaurirà la sua energia).

 

Identificando alcune fonti possiamo dire che quella idroelettrica o geotermica posso essere considerate come classiche, perchè sempre sfruttate, invece quella solare, eolica o biomassa sono considerate le nuove, nel senso che sono state utilizzate con l’avvento di nuove tecnologie. Altra classificazione si basa sul grado di trasformazione cui sono sottoposte le fonti di energia  e comprende le fonti primarie e le fonti secondarie.

Un’altra classificazione prescinde in teoria dalle caratteristiche fisiche delle fonti e considera le fonti energetiche secondo lo stato di commercializzazione delle stesse. Le fonti energetiche commerciali passano direttamente per il mercato, anzi costituiscono un mercato di carattere mondiale, essendo soggette a processi transattivi. In termini generali sono la stragrande maggioranza delle fonti impiegate nel mondo e tipicamente riguardano il carbone, il petrolio, il gas naturale, ma anche l’energia elettrica, produzione non fossile (idroelettrica, nucleoelettrica, geotermica, eolica, fotovoltaica, …) immessa in rete, quote di biomassa legnosa e di combustibile prodotto da rifiuti.

 

Un certo quantitativo di fonti viene utilizzato in forma diretta senza passaggi espliciti per il mercato, quindi senza transazioni, e vengono definite fonti non commerciali. Si tratta essenzialmente di combustibili vegetali e di origine animale, di forza animale, ma anche di quote limitate di fonti fossili (torba), tipiche di paesi in via di sviluppo. Queste fonti rappresentano quote piccole a livello globale (3 – 4%) ma possono ricoprire quote notevoli nei bilanci energetici di singoli paesi in ritardo di sviluppo.

 

Possono rientrare in tale categoria anche alcune quote di fonti rinnovabili impiegate direttamente e non immesse in rete, anche in contesti industrializzati, come ad esempio l’energia solare per usi termici, la produzione eolica per il pompaggio dell’acqua, l’eolico ed il fotovoltaico senza immissione in rete, l’utilizzo di biomassa e scarti legnosi non commerciali per usi termici diretti, etc.

 

In ragione della difficoltà di apprezzamento delle quantità impiegate, tali tipi di utilizzazioni non vengono registrati con precisione dalle statistiche e spesso non considerati nei bilanci energetici oppure considerati in termini molto approssimati.

 

Un discorso a parte merita l’idrogeno che è uno dei principali elementi del pianeta e può essere considerato come fonte inesauribile anche se è in corso un dibattito in merito, ossia se può essere considerato fonte energetica o semplice vettore energetico. L’idrogeno, l’elemento più leggero e abbondante dell’universo, è assai raro sulla Terra allo stato elementare a causa della sua estrema volatilità – si trova, ad esempio, nelle emanazioni vulcaniche, nelle sorgenti petrolifere, nelle fumarole – ma viceversa è molto diffuso sotto forma di composti (acqua, idrocarburi, sostanze minerali, organismi animali e vegetali) e può quindi essere prodotto a partire da diverse fonti. L’interesse per il suo impiego come combustibile, sia per applicazioni stazionarie che per la trazione, deriva dal fatto che l’inquinamento prodotto è quasi nullo; infatti, come già accennato, se usato in sistemi a combustione produce vapor d’acqua e tracce di ossidi di azoto, oppure solo vapor d’acqua se utilizzato con sistemi elettrochimici con celle a combustibile.

 

Rispetto agli altri combustibili, l’idrogeno è un gas incolore, inodore, non velenoso, estremamente

volatile e leggero: presenta quindi un ridotto contenuto energetico per unità di volume, mentre

ha il più alto contenuto di energia per unità di massa. Per fare un confronto con un altro combustibile,

ad esempio il gasolio, possiamo dire che un litro di gasolio, come contenuto energetico,

equivale a:

• 3,12 m3 di idrogeno gassoso (in condizioni normali);

• 4,13 litri di idrogeno liquido

dove però la combustione dell’idrogeno può essere realizzata con un’efficienza più alta.

 

Giuseppe

Fonti energetiche esauribili e/o rinnovabiliultima modifica: 2012-06-04T01:08:00+02:00da glarocca
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