Nuova corsa contro il tempo per scongiurare un’altro disastro ambientale.

 

E’ una lotta contro il tempo quella che si combatte in queste ore in Nuova Zelanda, dove si lavora per cercare di arrestare la marea nera che esce dalla nave cargo Rena, incagliatasi sulla barriera corallina al largo della costa settentrionale dell’isola.

 

In previsione dell’arrivo di una tempesta nelle prossime ore, si accelerano le operazioni di soccorso e bonifica. La macchia di carburante che è fuoriuscita dalla nave ha già una larghezza di 5-6 chilometri che minaccia un disastro ecologico.

 

Il premier neozelandese, John Key, intanto, dichiara che questo incidente pone «interrogatovi seri», che andranno indagati. La Rena, cargo battente bandiera liberiana di 47.000 tonnellate, si è arenata mercoledì sulla barriera corallina di Astrolabe, nella Bay of Plenty, che s’affaccia a nord-est dall’ isola, 22 km a largo della cittadina di Tauranga. Si teme che mercoledì prossimo la macchia nera, che già sta contaminando la barriera corallina, possa raggiungere le coste della Bay of Plenty, che sono fra le più spettacolari e incontaminate della Nuova Zelanda con flora e fauna particolarmente ricche.

 

Squadre di salvataggio sono all’opera per cercare di limitare i danni: nonostante gli appelli delle autorita’ a non avvicinarsi, gruppi di cittadini si sono organizzati per soccorrere gli animali in difficolta’, mentre specialisti dall’Australia, Gran Bretagna, Olanda e Singapore sono volati in Nuova Zelanda per dare il loro contributo.

 

Nave-incagliata-Nuova-Zelanda.jpgSecondo la Bbc, le prossime 48 ore saranno decisive per determinare se il naufragio della Rena avrà un esito catastrofico per l’ambiente oppure sarà contenuto. Il premier neozelandese Key ha sorvolato in elicottero la nave incagliata e ha detto che «la priorità delle operazioni di soccorso al momento è di travasare in sicurezza il carburante dai serbatoi della nave» per «impedire», o almeno «minimizzare l’impatto dell’inquinamento sulla costa». Attorno alla Rena ci sono quattro navi che lavorano al pompaggio, mentre due chiatte stanno cercando di bonificare il mare dal carburante versato.

Nuova corsa contro il tempo per scongiurare un’altro disastro ambientale.ultima modifica: 2011-10-11T13:09:00+02:00da glarocca
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